Mi risveglio, sofferente, dopo l’intervento chirurgico per il trapianto di fegato. Flebo, drenaggi e sondini mi impediscono i movimenti.
Il Crocifisso della parete di fronte mi guarda, inchiodato al legno.
I sedativi arginano il dolore ma alterano la percezione della realtà. A tratti vaneggio.
Eppure la sensazione di avere il Cristo come compagno di cammino non mi abbandona, mentre la mente vaga tra mille ricordi.
Mi rivedo, bambino, di fronte ad una teca di argento e cristallo che contiene un pezzo di stoffa: reliquia ricavata dall’abito di un Santo; poi, ormai adulto, in pellegrinaggio per l’esposizione della Sacra Sindone: attimi di commozione di fronte alla reliquia che rimanda direttamente al Cristo.
Ora sono lì, in un letto d’ospedale, e Cristo sofferente mi guarda.
Ecco, la sofferenza è la reliquia di Cristo che ci è data da vivere mentre camminiamo con Lui.

