La mia vita si arricchisce di esperienze e impegni sempre nuovi. Entro nel gruppo dei ‘tecnici’, una decina di ragazzi che, con pochi mezzi, realizzano un palco per il coro, governano l’impianto voci, curano la scenografia di un evento.
A Pasqua cinquecento ragazzi del movimento si ritrovano per gli esercizi spirituali a Varigotti, frazione sul mare di Finale Ligure.
Il salone per gli incontri è ricavato da una chiesa sconsacrata e occorre disporre le sedie, le luci, i pannelli sul tema delle giornate, l’impianto d’amplificazione.
La Via Crucis del Venerdì Santo si snoda lungo un sentiero a mezzacosta e termina nella chiesetta medievale di San Lorenzo, in uno dei luoghi più suggestivi della Riviera. I ragazzi camminano in silenzio e in fila indiana; si fermano per le Stazioni in radure che abbiamo individuato in precedenza e si accovacciano in cerchio. Al centro, uno di noi regge la croce e altri ‘tecnici’ orientano gli altoparlanti montati su lunghe aste. Don Giussani illustra la Stazione per pochi minuti, poi i ragazzi – in silenzio – riprendono il cammino meditando le parole appena ascoltate.
Noi tecnici dobbiamo smontare l’impianto voci e rimontarlo nello spiazzo successivo, superando quelli che si sono già incamminati lungo sentieri tortuosi che salgono e scendono di continuo. Tutto deve essere pronto quando don Giussani inizierà a commentare la Stazione successiva. Passano tre ore di tensione e fatica, che oggi sarebbe più contenuta grazie ad attrezzature più piccole e maneggevoli. Ma la fatica si stempera nel silenzio, nel verde della vegetazione e nell’azzurro del mare sottostante.
E poi c’è don Giussani, che la sera tardi ci ringrazia uno a uno e vuole essere tranquillizzato:
“Siete riusciti a meditare, almeno un poco? Avete pensato che il vostro lavoro costruiva il Regno di Dio?”.
Siamo senza parole. Noi? Il Regno di Dio?
“Siamo solo dei poveracci…”, mormora uno.
Il Gius si raccoglie in una breve pausa e poi cita la passione secondo Luca: un versetto solo, commentato con poche parole che ci riempiono il cuore:
“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.
Ecco, Gesù dalla croce rivolge al Padre una preghiera per i suoi crocifissori. Il Signore parte dal loro ‘niente’ – sono dei poveracci, non sanno nemmeno quello che fanno – per chiedere che vengano perdonati. E li rimette in cammino”.

